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Deejay
I' am what I play

Come DJ costruisco ogni set come un percorso sonoro: non una semplice sequenza di brani, ma un movimento tra atmosfere, ritmi e differenti livelli di energia.

L’esperienza come musicista e sound designer influenza il modo in cui scelgo e collego la musica, lavorando sulla continuità timbrica, sulle transizioni e sull’identità complessiva del set.

Deep e dub techno

Set profondi, atmosferici e ipnotici, nei quali groove essenziali, bassi dub, spazi riverberati e trasformazioni progressive costruiscono una tensione continua.

Un suono pensato per il club e per situazioni di ascolto nelle quali la musica può svilupparsi lentamente, senza dipendere da cambi rapidi o soluzioni troppo prevedibili.

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Selezioni Eclettiche

Percorsi più liberi tra funk, disco, dub, house, hip-hop, elettronica rituale, sonorità cosmiche e musiche provenienti da epoche e culture differenti.

Il groove rimane il filo conduttore, ma ogni selezione viene costruita in relazione al luogo, al pubblico e all’atmosfera dell’evento.

Ascolta i DJ set:

Digital Bugs

Experimental electronic music performance

Digital Bugs è una performance di musica elettronica generativa nella quale piccoli insetti robotici autonomi condividono la scena con sintetizzatori analogici e sistemi elettronici sensibili alla luce.

Gli insetti si muovono liberamente all’interno dei loro percorsi, senza essere controllati dal performer. I movimenti casuali, le vibrazioni e i rumori meccanici diventano parte del materiale sonoro, creando eventi imprevedibili ai quali la musica reagisce in tempo reale.

La performance si sviluppa come un dialogo tra comportamento autonomo e intervento umano, esplorando il confine tra rumore e musica, organismo e macchina, casualità e controllo.

A seconda del contesto, il live può assumere un carattere elettronico e sperimentale, lasciando maggiore spazio ai suoni meccanici e all’imprevedibilità del sistema, oppure evolvere verso una forma più ritmica e techno, pensata per il dancefloor.

 

La componente generativa e l’interazione tra macchine e performer rimangono in entrambi i casi al centro del progetto.

A metà strada tra concerto elettronico e installazione sonora, Digital Bugs è stato presentato per la prima volta a ScarpatettiArte 2012 e successivamente alla Triennale di Milano, e in occasione delle Kernel Night  allo spazio Concept di milano Tortona.

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